BIBLIOTECA DEL CONSERVATORIO « T. SCHIPA »
biblioteca e territorio: recupero di fondi
Il nucleo originario della biblioteca del Conservatorio conta poche centinaia di unità bibliografiche e testimonia la partecipazione della cittadinanza alla costituzione del nuovo fondo librario all’indomani della nascita del Liceo Musicale Salentino . Le note di possesso dei documenti rivelano nomi di musicisti e appassionati di musica vissuti a Lecce tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento (Domenico Pingi, don Cesare Balsamo, il marchese Beniamino Rossi, Michele Coniglio Gallo, Giovanni Spezzaferri, Giovanni Bernardino Tafuri) e di nobildonne e fanciulle salentine inclini agli studi musicali (Elisabetta Mangiò, Chiarina Ferrari, etc.), in particolare dedite allo studio del pianoforte, come provano i numerosi spartiti di didattica e di tecnica pianistica.
Questo flusso di documenti, indicativo dell’attenzione del territorio per la musica, sia pure in vario modo è continuato negli anni.
Nel 1960 la biblioteca si arricchisce di un fondo musicale significativo per consistenza e soprattutto per il suo donatore, il notaio Romeo De Magistris, musicista e sindaco di Lecce nei difficili anni Venti (1922), il quale aveva praticato la musica con studi al Liceo «Rossini» di Pesaro ed in gioventù era stato animatore della vita musicale leccese: i suoi spartiti diffusamente vergati, ne portano i segni.
Negli anni Settanta viene incamerato un fondo di magazzino di libri di musica e spartiti dell’emporio dei fratelli Lazzaretti, commercianti e tipografi leccesi, spesso promotori di iniziative teatrali nella città tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Si tratta di circa 400 edizioni a tutta prova delle mode e del gusto musicale dell’epoc a [ imm. Fondo Lazzaretti].
In questa stessa direzione vanno anche due importanti acquisizioni recentemente trovate nel mercato dell’antiquariato: la collezione completa della storica Rivista Musicale Italiana (1894-1932, 1936-44, 1946)[imm. R M I ] proveniente dalla biblioteca della casata leccese dei Lopez-y-Rojo; e un fondo di manoscritti musicali, databili tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, che molte delle attribuzioni di possesso annotatevi fanno risalire ad un’altra nobile famiglia del Salento, i Bozzi-Colonna. In particolare quest’ultimo recupero, insieme al nucleo originario dei manoscritti conservati nella stessa biblioteca ed insieme ai manoscritti musicali custoditi della Biblioteca Provinciale di Lecce, rappresentano uno spaccato significativo della circolazione della musica nella città tra la fine del Settecento e l’Ottocento.
Intorno al 1983, la biblioteca del Conservatorio di Lecce ospita originariamente la sede regionale dell’Istituto di Bibliografia Musicale (IBIMUS) di Roma, istituto che, all’epoca, promuoveva il censimento delle fonti musicali sul territorio nazionale. Il sodalizio con l’IBIMUS Puglia (sez. Salento) culminò nell’85 in un convegno internazionale di studi musicologi sul tema Musicisti Pugliesi ed emigrazione musicale tra Seicento e Settecento (Lecce, dicembre 1985), di cui la biblioteca curò l’aspetto organizzativo e redazionale.
L’interesse musicologico per i pugliesi compositori ed esecutori dei secoli passati - cui non è mancata e non manca l’attenzione dei singoli studiosi - è stata la linea direttrice che ha guidato la biblioteca sulla via del recupero in copia (microfilms o altro) delle più antiche fonti musicali di alcuni polifonisti di Terra d’Otranto, i cui originali sono conservati in diverse biblioteche europee ed italiane. In particolare sono presenti opere di Antonio Baseo, Agostino Scozzese, Benedetto Serafico di Nardo, De Cupertinis, Francesco Renzo, Diego Personè, Montesardo, Giulio S. Pier di Negro e parte della produzione di Tricarico, Leonardo Leo e Michele Arditi.
Una piccola porzione della tradizione locale dell’ars e della pratica di musica, riflesso e prolungamento del vivacissimo entourage culturale della capitale vicereale.
Ma biblioteca del Conservatorio di Lecce non esaurisce la sua funzione nella conservazione della memoria storico-musicale salentina. Il rapporto tra essa e il territorio si sostanzia nella peculiarità dei documenti custoditi: come unica biblioteca specificatamente musicale della Provincia di Lecce, che ha disposizione non solo testi di letteratura musicologica e fonti ma anche – e segnatamente – un patrimonio afferente alla «materia prima » della musica (partiture, spartiti, parti etc.), essa allarga il suo bacino di utenza dalla popolazione scolastica in senso stretto ad un ambito ben più ampio, formato da musicisti e studiosi che ne riconoscono il valore come punto di riferimento imprescindibile.
specificità e prospettive
La biblioteca del Conservatorio attiene alla tipologia delle biblioteche specialistiche, sebbene non manchi di un corredo librario di carattere generale (letteratura, storia, enciclopedie per ragazzi, enciclopedie di arti varie, enciclopedia Treccani), acquisito prevalentemente nel primo periodo in cui fu annessa al Conservatorio una scuola media ad indirizzo musicale (1966- 1995).
L’impiego delle tecnologie in materia biblioteconomica accelera la trasformazione dell’istituto biblioteca, favorendo il transito da una concezione del ruolo di mediazione tra libro e utenza limitato al luogo fisico biblioteca e al suo posseduto, sino ad approdare a una nuova funzione, quella cioè di biblioteca come punto di accesso, nodo della rete nazionale e internazionale della conoscenza. Non solo: di nuovo la grande varietà di materiali che proprio la moderna tecnologia mette a disposizione, rivoluziona le funzioni della biblioteca in generale e della biblioteca musicale in particolare che da contenitore organizzato (e sui generis) di un patrimonio prevalentemente librario è diventata vero e proprio centro di documentazione per la musica. Si allargano gli orizzonti e si moltiplicano le tipologie dei supporti usati che vanno ormai dal materiale cartaceo alle risorse informatiche remote e multimediali.
In questa prospettiva ampia, tesa alla circolazione dell’informazione bibliografica, s’inquadra l’affiliazione della Biblioteca alle associazioni bibliotecarie: nazionale AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e internazionale IASA- IAML (International Association of Music Libraries), l’adesione nel giugno 2001 al Servizio Bibliografico Nazionale (SBN) dell’Istituto Centrale del Catalogo Unico e la richiesta di partecipazione al Progetto Biblioteche della Provincia di Lecce.
consistenza e tipologia
Il patrimonio librario della biblioteca del Conservatorio di Lecce ha una consistenza 11.000 titoli distinti tra manoscritti musicali, enciclopedie, dizionari e repertori; libri, edizioni musicali, edizioni periodiche scientifiche e divulgative.
Della sezione «manoscritti» (500 c.) fanno parte un opera buffa di Cimarosa Chi dell'altrui si veste presto si Spoglia [imm. Cimarosa] , raccolte varie di musicisti e possessori salentini (‘800/’900) ed il fondo Bozzi-Colonna di cui sopra.
Tra i repertori e dizionari: RISM, Schmidl, Grove, DEUMM,.ecc..
Delle edizioni librarie e musicali si segnala una collezione di ristampe della collana FORNI a partire dalla trattatistica rinascimentale (Zarlino, Gaffurio, Galilei, Zacconi) sino ai cataloghi dell’Ottocento; alcuni Opera Omnia (Palestrina, Rossini), dieci volumi di Monumenta Monodica Medii Aevi e quattro del Corpus Antiphonalium Offici e una consistente raccolta di musica contemporanea.
Recentemente la biblioteca ha ricevuto la donazione di numerose edizioni critiche pubblicate dal Centre de Musique Baroque, di cui si riporta l'elenco.[Elenco di seguito allegato Volumes_Versailles]
. La biblioteca del Conservatorio di Lecce, nella tradizionale attenzione riservata alle pubblicazioni periodiche, possiede diverse raccolte di vecchie riviste, oltre alla già citata collezione completa dell periodichea Rivista Musicale Italiana e attualmente ha in corso la sottoscrizione di circa venti testate musicali, alcune di tipo informativo - divulgativo ed altre a carattere scientifico-musicologico( Studi Musicali Fontes Artis Musicae, Early Music, etc.)
La sezione del materiale sonoro nasce intorno alla, fine degli anni Sessanta quando la biblioteca fu dotata di un apparecchio radio e stereo per l’ascolto: ne seguì una discreta raccolta discografica in vinile che comprende il repertorio operistico, sinfonico e cameristico etc. e che ammonta a circa 400 unità editoriali. La sezione «audiovisivi», data la proliferazione e la varietà dei supporti e delle edizioni – ingloba più collane, nate e cresciute in coincidenza con l’apertura di nuovi corsi di studio e con lo svilupparsi di determinate politiche accademiche e di curricula specialistici. Oltre al tradizionale approvvigionamento di registrazioni sonore da inserirsi nei cataloghi più “classici”, assolutamente immancabili, si è provveduto a rifornire la biblioteca di una collezione jazz e di un nutrito novero di incisioni di musica contemporanea e relative partiture. Inoltre una certa quantità di videocassette contenenti edizioni di melodrammi, nonché la serie dei CD spesso in allegato ai periodici citati sopra. Per quel che riguarda le risorse elettroniche – secondo polo del materiale non librario – il posseduto in loco si limita alla digitalizzazione di fonti già presenti nel catalogo della biblioteca e dei libri di madrigali di polifonisti salentini recuperati da altre biblioteche italiane e straniere. Lo stesso dicasi per le risorse remote, che sono circoscritte alla cerchia del collegamento al world wide web e agli OPAC delle principali biblioteche nazionali e internazionali per la ricerca bibliografica.
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